Le 9 serie tv inglesi per abituarti all’accento britannico

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Sappiamo tutti che nel settore dell’intrattenimento gli U.S.A. la fanno da padrone. Esistono però parecchie serie tv inglesi – quindi britanniche – che non hanno nulla da invidiare alle produzioni d’oltreoceano. L’accento britannico non è dei più facili da comprendere per noi italiani, soprattutto quando si tratta di varianti regionali, ma guardare queste serie è un bell’allenamento per la tua capacità di comprensione orale.

Ecco allora 9 serie tv inglesi tra le più accattivanti. Ne troverai alcune super-famose, altre meno celebri ma non per questo meno meritevoli di attenzione.

 

Downton Abbey

Serie tv inglesi Downton Abbey

Un grandioso dramma storico, ambientato agli inizi del ‘900 nella residenza della nobile famiglia Crawley. La storia segue le vicende sia della famiglia che della servitù, in un intreccio che esplora le relazioni tra le diverse classi sociali e le vite dei singoli personaggi, influenzate dagli avvenimenti storici in cui è inserito il racconto.

Perché guardarla?

Nonostante si tratti di un’importante produzione, dalla trama ricca e dall’ambientazione storica, le vicende sono appassionanti e ti tengono incollato allo schermo. Una sorta di Beautiful d’altri tempi, con meno intrecci incredibili e più sostanza.

L’inglese

Il linguaggio tuttavia non è dei più semplici, perché vengono usate espressioni antiquate e in contesti nobiliari. Bisogna comunque tenere presente che la riproduzione del linguaggio dell’epoca non è stata svolta fedelmente, per consentire al pubblico odierno di godersi lo spettacolo senza che diventasse troppo pesante da seguire. Insomma, nobile e formale sì, ma in stile contemporaneo, quindi non impossibile.
Quanto agli accenti, troviamo una netta distinzione tra l’aristocrazia, che parla in RP (Received Pronunciation, l’accento standard inglese, ormai considerato antiquato) e la servitù, che utilizza invece un interessante accento dello Yorkshire.

 

Sherlock


Una delle serie tv inglesi che ha avuto più successo negli ultimi anni, con uno degli attori più in voga del momento: Benedict Cumberbatch. Inutile dirlo, la serie ha come protagonista il celeberrimo Sherlock Holmes, assistito dal fedele Watson, in un’ambientazione però contemporanea.

Perché guardarla?

Più che i casi da risolvere, talvolta al limite dell’inverosimile, quello che ti farà guardare un episodio, e poi un altro, e poi un altro ancora, è la figura di Sherlock. Il personaggio è talmente bizzarro che non vedrai l’ora di scoprire quale altra stranezza metterà in mostra. Un adorabile sociopatico.

L’inglese

L’accento usato in Sherlock dai personaggi principali è generalmente standard, quindi senza difficoltà particolari. L’unico personaggio maggiore che si discosta da questo tipo di pronuncia è il cattivone della serie, Moriarty, che ha un accento irlandese.
Se la pronuncia non pone grandi problemi, non si può dire lo stesso per la velocità del parlato. Il personaggio di Sherlock, infatti, parla spesso a velocità supersonica, soprattutto quando è nel mezzo dei suoi ragionamenti deduttivi; si può comunque ovviare a questo problema facendo uso dei sottotitoli.

 

Black Mirror


Black Mirror è considerata dalla critica e dal pubblico una sorta di capolavoro. Rispetto alle solite serie, si differenzia perché ogni episodio è a sé stante, quindi non esistono una trama né dei personaggi comuni alle varie puntate. Gli episodi sono tuttavia legati da un tema comune, cioè quello di un futuro distopico in cui il mondo è stato rovinato dagli eccessi della tecnologia.

Perché guardarla?

Nonostante l’indipendenza degli episodi possa sembrare poco attraente, Black Mirror è una serie tv inglese che vale assolutamente la pena guardare. Ogni puntata è spunto di riflessione, e dopo poco ti accorgerai, non senza un brivido lungo la schiena, che il mondo oscuro mostrato nella serie in veste di futuro o di realtà alternativa non è poi così lontano.

L’inglese

Sorprendentemente, nonstante la serie sia britannica, gli attori usano un accento americano. Alcuni madrelingua americani si riescono ad accorgere che in certi momenti a qualche personaggio scappano delle espressioni britanniche, e alcuni attori con ruoli minori non riescono perfettamente a mascherare il loro accento inglese, ma in generale si può dire che questa particolarità renda la comprensione del parlato molto più facile. Non si registrano quindi problemi particolari con la lingua in Black Mirror.

 

Peaky Blinders

Serie tv inglesi Peaky Blinders

Si tratta di una serie tv inglese passata un po’ in sordina, ma che merita assolutamente menzione in una lista delle principali serie britanniche. La storia segue le vicende di una banda di gangster (i Peaky Blinders, appunto) che opera nelle strade di Birmingham nel primo dopoguerra. La gang è esistita davvero tra la fine del 19° e l’inizio del 20° secolo, ma le vicende trattate nella serie sono fittizie. Il ruolo del protagonista è ricoperto da Cillian Murphy, attore irlandese di fama internazionale (28 giorni Dopo, Il Cavaliere Oscuro, Inception).

Perché guardarla?

Per una volta si parla di gangster che non siano mafiosi italoamericani. La serie tratta di un periodo della storia britannica raramente esplorato in tv o al cinema, e lo fa con intelligenza e maestria: la qualità complessiva della serie è stata spesso lodata, dalla scrittura alla fotografia alla recitazione.

L’inglese

Punto dolente per gli spettatori non madrelingua è l’inglese. Gli spettatori di Birmingham si sono lamentati della scarsa accuratezza dell’accento: l’avrebbero voluto più autentico, persino dialettale. I produttori, però, come nella maggior parte dei casi, hanno scelto di optare per quello che potremmo definire un “accento regionale mitigato”, per rendere lo show fruibile a livello internazionale. Tuttavia, non si tratta comunque di inglese standard, quindi per uno spettatore non madrelingua potrebbe essere difficile seguire senza sottotitoli.

 

Broadchurch

Serie tv inglesi Broadchurch

Una serie tv inglese tra le meno famose, portata fuori dall’Inghilterra da Netflix. È una classica crime story con un omicidio e una squadra di detective che indaga per scoprire il colpevole. L’ambientazione è la cittadina fittizia di Broadchurch, nel Dorset, sud dell’Inghilterra. Un bambino di 11 anni viene ucciso e la piccola cittadina è scossa dall’inspiegabile delitto e dall’attenzione mediatica che ha portato con sé.

Perché guardarla?

È una di quelle storie che ti tengono incollato allo schermo perché l’investigazione è costruita bene, in modo da veicolare la giusta dose di suspanse. I personaggi sono complessi, ognuno con i suoi segreti da scoprire man mano. Il paesaggio del Dorset inoltre è molto bello.

L’inglese

Gli spettatori inglesi si sono lamentati a gran voce della scarsa qualità degli accenti che gli attori provano a imitare. Gli abitanti del Dorset non parlano così, dicono. Per un orecchio esterno, tuttavia, questo dettaglio è irrilevante: la lingua parlata in Broadchurch non è di difficilissima comprensione, anche se sicuramente non si tratta della più accessibile RP. Il personaggio che risulta più difficile ascoltare è il detective Alec Hardy, che ha un accento scozzese che diventa sempre più marcato man mano che la serie va avanti.

 

The Crown


Per gli amanti della famiglia reale inglese e non. Questa serie esplora l’ascesa al trono della regina Elisabetta II dopo la morte di suo padre, non tanto dal punto di vista politico, quanto da quello umano. Il periodo coperto è relativamente breve: va dal matrimonio di Elisabetta con Philip nel 1947 al 1955, quando alla sorella Margaret è stato impedito di sposare l’amato Peter Townsend. È stata commissionata una seconda stagione, che arriverà fino al 1963.

Perché guardarla?

Guardando questa serie, ti renderai conto che quello del monarca è forse tra i lavori più difficili al mondo, pieno di sacrifici a livello personale e di decisioni cruciali da prendere che influenzano la vita di milioni di persone. The Crown ci aiuta a capire il ruolo della monarchia inglese e a guardarla con occhio più empatico. La serie inoltre è stata lodata da critica e pubblico per la recitazione magistrale degli attori (in particolare Claire Foy nel ruolo della Regina e John Lithgow nella veste di Churchill), come pure per la direzione, la fotografia, la sceneggiatura e l’accuratezza storica.

L’inglese

L’accento usato in The Crown è tendenzialmente RP, reso un po’ più elegante per adattarlo alla nobiltà del contesto. Non ci sono problemi di accenti regionali, né di parlati troppo veloci o incomprensibili.

 

Skins

Serie tv inglesi skins

Calling all teenagers here! Skins è una delle serie tv inglesi più amate dal pubblico adolescente in patria. È persino scritta da giovanissimi: la squadra di sceneggiatori ha un’età media di 21 anni, e sono affiancati da consulenti adolescenti. La serie segue le vite di un gruppo di teenagers di Bristol e affronta temi quali abuso di sostanze, sessualità, bullismo, famiglie disfunzionali, disturbi mentali. Skins ha una particolarità: il cast principale cambia ogni due anni, quindi è cambiato 3 volte nel corso delle 7 stagioni.

Perché guardarla?

È il ritratto di una generazione disfunzionale e fa entrare lo spettatore nel mondo talvolta affascinante, ma più spesso spaventoso, dell’adolescenza vissuta da ragazzi inglesi lasciati a se stessi. Una curiosità: questa serie ha lanciato la carriera di Dev Patel, che compare nelle prime due stagioni (allora senza alcuna esperienza nella recitazione) e che troverà poi fama mondiale come protagonista di The Millionaire di Danny Boyle e, più recentemente, in Lion.

L’inglese

Punto dolente. Gli accenti sono quasi tutti di Bristol, ma i personaggi parlano un linguaggio “da strada”, pieno di slang e battute veloci. Non esattamente facile da seguire per chi non è madrelingua britannico.

 

Misfits


Serie molto divertente che sconfina su diversi generi: dalla commedia al dramma alla fantascienza. Come in Skins, anche qui i personaggi sono ragazzi problematici, più precisamente delinquenti condannati ai lavori socialmente utili. Un giorno vengono sorpresi da un temporale sovrannaturale, che fa acquisire loro dei superpoteri che riflettono la personalità di ognuno.

Perché guardarla?

Nonostante la trama apparentemente sciocca, Misfits è una bella serie, almeno per le prime 2-3 stagioni. Sono i personaggi a renderla godibile, ben caratterizzati e dalla personalità forte che li rende memorabili. La serie è velata da una patina di leggerezza, che però nasconde situazioni urbane spesso amare e un umorismo da strada, ma brillante.

L’inglese

Misfits mette in mostra una gran varietà di accenti britannici, per la gioia degli appassionati di linguistica – o semplicemente dei curiosi – e la disperazione di chi non ha un livello di inglese avanzato. Abbiamo accenti scozzesi, gallesi, londinesi del nord e del sud, dell’East Midlands, irlandesi, di Liverpool… insomma, qui l’adagio “guarda un po’ di episodi e poi ti abitui” non vale. Aggiungiamo una bella dose di slang, parolacce in tutte le varianti possibili e dialoghi a velocità supersonica, e abbiamo la ricetta perfetta per una sfida linguistica che fa tremare le ginocchia non solo i non-madrelingua, ma anche gli spettatori d’oltreoceano. Un esempio emblematico:

 

Game of Thrones

Serie tv inglesi game of thrones

Arriviamo infine a un must tra le serie tv inglesi contemporanee. Show che ha battuto ogni record, Game of Thrones è un fantasy drama che narra le intricate storie di battaglie, alleanze, tradimenti, intrighi tra le varie casate nobili del fittizio continente di Westeros. Tutti hanno un solo scopo: salire al trono.

Perché guardarla?

L’enorme successo di critica e pubblico che la serie ha ricevuto sin dalla prima stagione, diventando subito un fenomeno globale, parla da solo. Game of Thrones crea un mondo affascinante, complesso, ma allo stesso tempo perfettamente credibile nonostante la componente fantasy. La ricchezza di personaggi e situazioni fa sì che dietro ogni angolo si nasconda un colpo di scena. La produzione colossale e la recitazione degna di lode degli attori principali rendono poi la serie un perfetto esempio di intrattenimento di qualità.

L’inglese

Game of Thrones è costellata di vari accenti, tutti britannici, ma sicuramente non standard. Questo potrebbe causare qualche problema a chi non ha un livello di inglese superiore all’intermedio, poiché si troverebbe a dover saltare da un accento dell’Inghilterra del nord, a uno del sud, a uno irlandese, a uno scozzese… Non proprio il massimo della comprensibilità dunque, ma nulla che i sottotitoli non possano risolvere.

 

Insomma, ti abbiamo dato una bella scelta di titoli per allenare il tuo orecchio a suon di serie tv inglesi. Ora non ti resta altro che andare a cercare la tua preferita. E se vuoi qualcosa di più semplice per iniziare, ecco qualche consiglio.

 

Hai suggerimenti di altre serie tv inglesi che ti sono piaciute e vuoi consigliarci? Scrivicele nei commenti!

 

 

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