Corsi di gruppo: sfatiamo alcuni miti

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Corso di gruppo

 

Siamo abituati a pensare ai corsi di gruppo come all’opzione più economica, quindi meno valida, per imparare una lingua.

Abbiamo un’idea dei corsi di gruppo come di lezioni frontali, unidirezionali, in cui è il docente a parlare, rivolto a una platea di studenti che devono soltanto tacere e ascoltare, sempre che nel frattempo non si addormentino.

Ma è davvero così?

La risposta è “dipende”. Dipende da chi organizza il corso in questione, dal tipo di preparazione che ha nel gestire le dinamiche di gruppo e dalla volontà di creare un percorso che si allontani il più possible dai concetti di noia, unidirezionalità, centralità del docente.

Vediamo come sono realmente i corsi di gruppo a Real Language, sfatando alcuni miti.

 

Nel corso di gruppo c’è un insegnante che parla e gli studenti ascoltano

Questa è una concezione obsoleta della didattica di gruppo, che deriva probabilmente dalle nostre esperienze scolastiche: quando andavamo a scuola – tranne in qualche caso di scuola particolarmente progressista - tutto quello che ci veniva richiesto di fare era ascoltare, prendere appunti e fare gli esercizi assegnati. L’occasionale lavoro di gruppo, la visita al laboratorio di scienze o la partecipazione attiva alla lezione erano eventi più unici che rari.

La didattica però si è evoluta nel tempo, e ha iniziato a chiedersi “come fare per ribaltare la lezione togliendo ogni elemento di passività e mettendo gli studenti al centro, rendendoli protagonisti?”

Ecco che le lezioni sono diventate student-centred: l’obiettivo dell’insegnante è quello di arrivare a parlare il meno possible, per aumentare l’STT (Student Talking Time). Chiaramente l’STT aumenterà gradualmente al crescere del livello linguistico: più il livello è elementare, più l’insegnante dovrà per forza di cose guidare verbalmente la lezione. Ciò non significa tuttavia che gli studenti stiano impalati ad ascoltare: le lezioni sono sempre caratterizzate da alta interattività, grazie allo svolgimento di attività pratiche, con gli input teorici ridotti al minimo. C’è un continuo scambio multidirezionale, dall’insegnante agli studenti in gruppo, da studente a studente, da studente a insegnante, da gruppo o minigruppo di studenti ad altro gruppo o all’insegnante. E’ questa varietà di tipologie di interazione, combinata alla natura pratica delle attività svolte, che garantisce l’interattività delle lezioni di gruppo.

 

Nel corso di gruppo non ho abbastanza opportunità per parlare

Se si guarda alla matematica, allora è un ragionamento che viene naturale: in una lezione individuale, il tempo in cui posso parlare è mio al 100%, mentre se sono in un gruppo di 8 persone mi verrà dedicato soltanto 1/8 del tempo per far pratica in prima persona.

E’ un ragionamento valido, che però si basa sulla stessa concezione obsoleta della didattica evidenziata sopra. Se invece consideriamo ciò che abbiamo appena detto riguardo la natura interattiva delle lezioni e la varietà di pattern di interazione, è facile comprendere come la prospettiva venga completamente ribaltata. Durante una lezione di gruppo avrò quindi numerose occasioni per parlare, poichè le attività sono organizzate in coppia o minigruppo. Oltre che con l’insegnante, parlerò quindi con I miei compagni di corso.

 

Parlando con altri studenti, e non soltanto con l’insegnante, non imparo

Questa è un’altra idea piuttosto diffusa, ed è semplice comprendere i motivi che la generano: i miei compagni di corso non sanno la lingua, fanno errori quando parlano, hanno una cattiva pronuncia.

Sono tutte osservazioni legittime, che però non tengono conto di una serie di condizioni:

  1. La pratica orale che si svolge in classe riguarda aspetti della lingua che vengono presentati dall’insegnante, quindi il confronto avviene su argomenti appena affrontati e su cui è pertanto facile esercitare controllo;
  2. Il nostro interlocutore, sebbene studente come noi, può aiutarci ad individuare eventuali errori, pratica che aiuta anche lui a riflettere sulla lingua e migliorare quindi la propria performance;
  3. L’insegnante monitora la situazione in modo che nessuno vada alla deriva;
  4. I nostri compagni non sono le uniche persone che abbiamo modo di ascoltare durante il corso: riceviamo comunque sempre input dall’insegnante e svolgiamo attività di listening in cui veniamo esposti alla lingua parlata da una moltitudine di persone diverse;
  5. Si tratta di una situazione che simula ciò che con molta probabilità avverrà poi nella vita reale: se utilizziamo l’inglese sul lavoro o per viaggiare, verremo a contatto con tante persone diverse, tutte con accenti e competenze linguistiche differenti. Da questo punto di vista, la lezione individuale è più fittizia e meno realistica;
  6. Il fatto di poter parlare e interagire continuamente con altre persone è il miglior modo per esercitare la fluency.

 

Se sbaglio, l’insegnante non se ne accorge e continuerò a sbagliare

Un bravo insegnante è sempre consapevole dei punti di forza e di debolezza dei propri studenti, anche in contesto di gruppo. Anzi, talvolta il gruppo aiuta ad evidenziare le caratteristiche specifiche di ognuno. Per ogni attività che viene svolta in classe e per ogni esercizio dato da fare a casa, l’insegnante fornisce un feedback. Da quel momento in poi, sta allo studente prendere coscienza dei propri errori e impegnarsi per correggerli in futuro… ma questo è valido sia per le lezioni individuali che per quelle di gruppo. Certamente nelle lezioni individuali c’è più probabilità che l’errore venga corretto ogni volta che viene commesso, ma il ripetere un errore è sintomo del fatto che la persona si stia abbandonando troppo nelle mani dell’insegnante senza prendere in mano il proprio apprendimento. Le lezioni di gruppo aiutano invece a far sentire ognuno più responsabile dei propri progressi e più coinvolto in prima persona.

 

Se sono più avanti o più indietro degli altri, il corso mi servirà a poco

Partiamo dal presupposto che i corsi sono divisi per livello. Sebbene non esistano due studenti di livello identico, tendenzialmente in uno stesso gruppo si trovano persone che possono lavorare bene insieme (variabili caratteriali a parte). Se capita che qualcuno abbia delle lacune in più rispetto agli altri, questo gli viene comunicato e gli vengono consegnati materiali integrativi per recuperare (di solito si tratta delle persone che alla fine hanno un miglioramento più marcato, perchè sono maggiormente motivate e lavorano di più). Se invece qualcuno dovesse essere leggermente più avanti della media, l’insegnante si assicurerà di adattare le richieste nei confronti di questa persona, alzando l’asticella (in ogni caso, spesso chi crede di essere più avanti degli altri si accorge presto di avere tanto da imparare anche tornando un po’ indietro).

 

Sono timido, non parteciperò perchè mi vergogno, non sono uno che prende la parola

Persona timidaEssere timidi, o anche soltanto poco loquaci, non è una colpa nè una cosa di cui vergognarsi: anche moltissimi insegnanti lo sono, sebbene spesso non lo diano a vedere!

Come abbiamo visto prima, la modalità di svolgimento del corso non è *domanda dell’insegnante* *risposta del primo che si propone*, ma la maggior parte delle interazioni avviene in coppia o microgruppo, in modo da creare un ambiente favorevole anche alle persone più riservate.

 

Il corso di gruppo non è centrato sui miei interessi o sulle mie esigenze specifiche

Questo è vero, non è un mito da sfatare 😊

Tuttavia, il corso non è un’entità fissa e immutabile, decisa da un qualche organismo esterno: qualora emergano delle difficoltà diffuse o degli interessi od obiettivi comuni a più persone, l’insegnante può plasmare il corso per andarvi incontro, se giudica che si possa fare.

 

In conclusione...

Il contesto di gruppo è spesso sottovalutato, vittima di convinzioni errate. Si tratta in realtà di una dimensione dinamica, più umana, più realistica e che permette di svolgere attività molto divertenti – oltre che di risparmiare parecchio! Certo, la condizione fondamentale è che venga gestito bene.

 

Allora perchè fare i corsi individuali?

I corsi individuali sono adatti a chi ha esigenze molto specifiche (es: prepararsi per un colloquio, sviluppare soltanto una o due abilità in particolare tra reading, listening, speaking, writing, sviluppare il linguaggio di un contesto specifico, prepararsi a un esame per cui non è previsto il corso di gruppo...).

 

In ogni caso, se ci presenti le tue esigenze e i tuoi obiettivi, sapremo consigliarti il percorso più adatto! Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti o informazioni, contattaci senza impegno e ti aiuteremo a orientarti.

Intanto dai un'occhiata ai nostri corsi di gruppo!

 

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